Italcementi, da 150 anni la storia e il futuro del cemento

Una storia fatta di innovazione nei prodotti e nei processi produttivi e di stretta collaborazione con i più grandi ingegneri e architetti a cavallo di tre secoli, dalle prime grandi opere del XIX secolo alle grandi sfide del nuovo millennio

La prima cottura nel forno di Scanzo avviene l'8 febbraio 1864. Il prodotto, macinato da un mugnaio in un mulino ad acqua, dà come risultato un cemento idraulico che dimostra, per i tempi, proprietà straordinarie. Il cemento di Scanzo si diffonde rapidamente e viene utilizzato per la realizzazione di diverse grandi opere, tra cui, il ponte sul fiume Adda, realizzato con 16 archi a Rivolta d'Adda (Lombardia), la stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, dove è decisiva l'efficacia del legante anche sott'acqua  e il Canale di Suez in Egitto (una presenza nel mercato egiziano che tornerà poi in modo significativo nella storia del Gruppo).
 
Agli inizi del 1900, la gestione della Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento e della calce idraulica passa nelle mani dei fratelli Pesenti che fondono la loro società con quella di Scanzo: nasce un gruppo che può contare su 12 cementerie e oltre 1.500 addetti e su una produzione di oltre 2,1 milioni di quintali. La sede è a Bergamo, in via  Madonna della Neve, ancor oggi quartier generale del Gruppo. 
Nel 1927, poco più di sessanta anni dopo la nascita, e con il titolo già quotato in Borsa da due anni, la società assume la sua attuale ragione sociale.
 
Già negli anni Venti, Italcementi indirizza la propria strategia industriale verso il progresso tecnico orientando la ricerca in due direzioni: sviluppo di nuovi prodotti e adozione di nuovi processi. L'azienda sviluppa rapporti di collaborazione con laboratori esteri di ricerca scientifica e con le grandi industrie straniere, per acquisire nuovi sistemi di lavorazione e per raggiungere miglioramenti qualitativi della produzione. Il Cemento Granito è, ad esempio, uno dei prodotti speciali, con brevetto Italcementi, attraverso il quale la società raggiunge risultati eccellenti che costituiscono ai tempi un vanto nazionale per aver superato tutte le altre nazioni nel perfezionamento dell'industria del cemento.
 
Il profondo legame tra Italcementi e mondo accademico porta, nel 1927, all'istituzione presso il  Politecnico di Milano, della Scuola Master Fratelli Pesenti, un corso di alta formazione post universitaria, dedicato ai materiali da costruzione e che vede il susseguirsi delle sue edizioni ancora oggi.
 
Nel periodo fra le due guerre il gruppo prosegue nell'espansione a tappe, anche attraverso acquisizioni di altre società. La produzione, supportata da nuovi studi, si diversifica e  ai cementi ottenuti da marne naturali si affiancano i cementi artificiali, ricavati da miscele diverse: cementi Portland normali e ad alta resistenza, cementi a rapidissima presa e il cemento bianco, prodotto in esclusiva da Italcementi nell'impianto di Alzano Lombardo (Bg), realizzato utilizzando materie prime esenti o quasi da ossido di ferro e da altre sostane coloranti.
 
Negli anni quaranta le redini del gruppo passano a Carlo Pesenti, figura cruciale per lo sviluppo dell'azienda. Nel 1953 Italcementi, insieme ad altre importanti aziende italiane, costituisce la SISI (Sviluppo Iniziative Stradali Italiane) per lo studio dei problemi dello sviluppo e del miglioramento della rete autostradale in Italia, che realizza la progettazione di massima e lo studio di fattibilità per l'Autostrada del Sole.
 
Negli anni cinquanta, inoltre, si intensifica il rapporto tra l'azienda bergamasca e il mondo dell'architettura e dell'alta ingegneria, un legame forte e sinergico a tutt'oggi, che ha dato vita ad alcune tra le più importanti opere di architettura nazionali e internazionali. È del 1956 il Grattacielo Pirelli a Milano, costruito su progetto di Giò Ponti con la consulenza strutturale di Pierluigi Nervi, ancora oggi fra i più alti edifici del mondo in cemento armato. 
 
Il 1964 è anche l'anno di una nuova collaborazione con Nervi, chiamato in Vaticano per immaginare la nuova aula per le udienze pubbliche del Papa. Nervi si affidò alla collaborazione del Gruppo per mettere a punto dei calcestruzzi che non solo rispondessero alle esigenze del progetto strutturale, ma che dessero anche garanzie di durabilità nel tempo. Oggi la Sala Nervi (chiamata così in omaggio al progettista) è annoverata tra i grandi monumenti dell'architettura e dell'ingegneria contemporanea.
 
Nel 1984, alla scomparsa del padre Carlo, la guida viene assunta da Giampiero Pesenti. Alla fine degli anni Ottanta, Italcementi dà impulso alla fase di internazionalizzazione del Gruppo attraverso l'acquisizione di partecipazioni negli Stati Uniti. Ma è nell'aprile del 1992 con l'acquisizione di Ciments Français - società grande più di due volte il gruppo bergamasco - che si realizza in un sol colpo la globalizzazione della società. La strada verso una dimensione internazionale è ormai tracciata. L'attenzione si focalizza sullo sviluppo nei Paesi emergenti, nella logica di diversificare i mercati verso aree geografiche con maggiori potenzialità di crescita. I primi passi sono rivolti verso l'Europa dell'Est (Bulgaria), ampliando poi l'orizzonte verso Oriente dove vengono acquisite nuove società in Kazakistan e in Thailandia. La tappa successiva è il posizionamento in India, terzo mercato mondiale del cemento. Dai piani di sviluppo non resta escluso il continente africano: a fianco della presenza in Marocco arriva l'ingresso in Egitto, dove il Gruppo si pone in posizione di leadership. Questa strategia di diversificazione del portafoglio Paesi verso aree emergenti ha portato ad un incremento del peso di questo gruppo di paesi a più del 50% della capacità produttiva di Italcementi Group. 
 
Nel 2004, Carlo Pesenti, figlio di Giampiero e rappresentante della quinta generazione dei Pesenti legati a Italcementi, viene nominato Consigliere Delegato del Gruppo. Carlo prosegue e dà nuovo impulso alla crescita internazionale di Italcementi, concentrando la propria visione industriale sui temi dell'innovazione e dello sviluppo sostenibile.
 
A fianco dell'attività produttiva, sotto la guida di Carlo Pesenti, Italcementi ha rafforzato il proprio impegno nel settore della ricerca e della sostenibilità dei nuovi materiali. A questo scopo, per capitalizzare ancora di più il know how, che ha permesso di depositare oltre 60 brevetti nel corso di 10 anni, nel 2012 è stato inaugurato i.lab, il prestigioso centro di Ricerca e Innovazione progettato dall'architetto statunitense Richard Meier e che, grazie alle soluzioni di sostenibilità ambientale e tecnologica adottate, ha ottenuto la certificazione Leed Platinum. Ed è proprio i.lab a ospitare, a partire dal 2013, l'Arcvision Prize, un premio che riassume in sé l'impegno di Italcementi verso l'innovazione e la sostenibilità e l'attenzione verso il mondo dell'architettura. Il premio, riservato a giovani donne architetto, è stato vinto nella sua prima edizione dalla brasiliana Carla Juaçaba.
 
Dal 1° luglio 2016, Italcementi è entrata a far parte di HeidelbergCementDall'unione di HeidelbergCement e Italcementi nasce il primo produttore mondiale di aggregati, il secondo nel cemento e il terzo nel calcestruzzo, con oltre 63.000 dipendenti in più di 3.000 siti produttivi in 60 paesi in cinque continenti. La capacità totale delle 156 cementerie è pari a circa 200 milioni di tonnellate di cemento. HeidelbergCement detiene più di 600 siti produttivi di inerti e oltre 1.700 impianti per la produzione di calcestruzzo. Ciò lo rende il principale player mondiale nella fornitura verticalmente integrata di materiali da costruzione.
 
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